ORE 18.30 – 23 / ARCO CATALANO / CORTE INTERNA GUARDIA DI FINANZA / PALAZZO FRUSCIONE
ARCHEOLOGIE FUTURE
Archeologie future è un percorso di reinvenzione sonora di alcuni spettacoli della compagnia Frosini/Timpano. Recandovi nei luoghi indicati, muniti di smartphone, auricolari e un’app per leggere i QRcode, difronte ad alcune installazioni potrete fruire di una esperienza sonora dove i testi dei due attori dialogano con musiche conosciute e nuove, luci e citazioni.
Un progetto di Elvira Frosini, Lorenzo Danesin e Daniele Timpano. Paesaggio sonoro di Lorenzo Danesin,
disegno luci di Omar Scala e Luca Telleschi, scene di Marta Montevecchi, organizzazione Laura Belloni, produzione Kataklisma teatro. L’ingresso è libero e gratuito
L’ingresso è libero e gratuito
REPLICA
ORE 19.00 / PALAZZO FRUSCIONE LARGHETTO ESTERNO
PER SOMMI CANTI, SPETTACOLO DI TEATRO D’ATTORE
E DI FIGURA
Con Flavia D’Aiello e Francesco Petti, accompagnamento musicale di Sara Volpe
Regia e testi dello spettacolo, liberamente ispirato all’Inferno di Dante Alighieri, sono di Flavia D’Aiello e Francesco Petti. Burattini e Pupazzi: Flavia D’Aiello, Costumi: La Casa del Gallo D’Oro. Accesso libero e gratuito fino a esaurimento posti
ORE 19.30 / CORTE INTERNA GUARDIA DI FINANZA
SEZIONE
CHE COSA SAPETE DELL’IMPERO MOGHUL?
Incontro con Navid Carucci, autore di La luce di Akbar (La Lepre) Conduce Paolo Di Paolo
Seconda metà del ’500: mentre nella non illuminata Europa si fanno sentire le spire della Controriforma, a seimila chilometri da Roma si consolida lo splendore di un impero tollerante e aperto, dove si incrociano fedi e culture diverse. È l’Impero Moghul, che con perizia di miniaturista Navid Carucci – nato a Roma da madre iraniana – evoca nel suo romanzo d’esordio, La luce di Akbar (La Lepre). Franco Cardini, nell’introduzione, scrive che quando riusciremo «a riappropriarci di quest’immensa cultura, allora il brigantaggio perpetrato dalla Modernità colonialista sarà battuto». Ogni pagina è una sorpresa: siamo trascinati fra sottilissime dispute teologiche e raffinate dolcezze del vivere, marce militari e città incantate che quasi stordiscono. Carucci racconta i padri e i figli di un Impero, interrogandosi sulle eredità materiali che una generazione lascia alla successiva. E soprattutto, su quelle immateriali
ORE 19.30 / DUOMO
SALERNO FILOSOFIA
LUCIANO VIOLANTE. HYBRIS: LA MALATTIA
DELLA POLITICA
Incontro con Luciano Violante, autore di Insegna Creonte. Tre errori nell’esercizio del potere (il Mulino)
Conduce Gennaro Carillo
Per Luciano Violante la figura di Creonte, l’antagonista di Antigone nell’omonima tragedia sofoclea, diventa non solo il paradigma della concezione tragica che l’Atene classica ebbe del kratos ma anche la chiave per comprendere più di una vicenda della politica contemporanea, dagli anni di piombo all’affermazione dei populismi. Creonte personifica un’idea di ‘potere’ in cui l’intransigenza e l’ostinazione (quella che Sofocle chiama authadia) sconfinano in culto delirante della personalità, senso di onnipotenza, arroganza, trasgressione di quel senso del limite, di quella ‘misura’ senza la quale nessuna politica è in grado di gestire i conflitti e governare, mettere in forma, la complessità
ORE 20.00 / CORTE INTERNA CONVITTO NAZIONALE
SGUARDI SUL MONDO ATTUALE
TUTTI I COLORI DEL GIAPPONE
Incontro con Laura Imai Messina autrice di Le vite nascoste dei colori (Einaudi)
Conduce Chiara Ghidini
L’estremo Oriente raccontato dall’autrice italo-giapponese che ha scritto i libri diventati best seller: Quel che affidiamo al vento, Tōkyō tutto l’anno e Le vite nascoste dei colori. Laura Imai Messina, che ci vive da quindici anni e vi ha ambientato i suoi romanzi, ci accompagna in una Tokyo familiare e sconosciuta al viaggiatore occidentale, quotidiana, fatta di stradine nascoste, riti domestici, abitudini secolari e tradizioni modernissime
ORE 20.15 / MUSEO DIOCESANO
SALERNO FILOSOFIA
FILOSOFIA DEL PIANETA MARE
Incontro con Simone Regazzoni, a cura di Scuola Holden.
Conduce Alessia Amante
Abbiamo dimenticato il mare, benché da miliardi di anni sia qui e gli oceani rappresentino il luogo dell’origine della vita. Pensiamo noi stessi e il mondo a partire da un solo elemento, la terra, e chiamiamo “Terra” il nostro pianeta, benché gli oceani rappresentino il tipo di ambiente più diffuso sul pianeta. In apparenza del tutto naturale, il pensiero legato alla terraferma è un costrutto culturale che oggi più che mai mostra tutti i suoi limiti. Il pensiero terrestre è un pensiero che traccia frontiere invalicabili, pensa per identità stabili, e per questo non è in grado di misurarsi con la complessità dei cambiamenti in atto: veloci, fluidi, imprevedibili.
Serve un cambio di paradigma: ripensare il mondo e la nostra esperienza del mondo a partire dal mare. Per fare questo occorre, da un lato, riscoprire la filosofia presocratica che con Talete e Eraclito aveva visto nel fluire e divenire dell’acqua il principio del tutto; dall’altro misurarsi con il grandi pensatori del mare, da Turner a Melville a Conrad.
Pensare a partire dal mare significa aprirsi a un’esperienza vitale fluida come trasformazione continua, metamorfosi, divenire, ibridazione. Ma significa anche pensare il mondo non più in termini di microsfere in cui rinchiudersi, ma come unica idrosfera in cui siamo immersi e che altro non è che la respirazione stessa del mare che passa continuamente, in un ciclo vitale infinito che coincide con la vita stessa, dal cielo alla terra e viceversa
ORE 20.45 / TEATRO CONVITTO NAZIONALE
CLASSICA
Intelletti d’amore
Incontro con Nadia Fusini, autrice di Maestre d’amore. Giulietta, Ofelia, Desdemona e le altre, Einaudi 2021
Conduce Gennaro Carillo
Nadia Fusini – anglista, scrittrice, filosofa – ha un’idea alta della letteratura. Nel senso che la letteratura, quando è veramente grande, ma talora anche nei suoi prodotti in apparenza più dozzinali, è una vera e propria chiave di accesso alla realtà. Addirittura una «scienza» della realtà, senza la quale noi non capiremmo il mondo. Del teatro di Shakespeare, Fusini dice che «nel registro della finzione porta in scena la vita». Significa, appunto, che il reale – la ‘vita’ – può essere rivelato attraverso l’illusione drammatica.
L’amore è tra gli oggetti conoscitivi più sfuggenti. Platone gli dedica un dialogo, il Simposio, in cui l’ultima parola l’affida a Diotima, la sacerdotessa di Mantinea, verso la quale Socrate si mostra singolarmente remissivo. È allora che forse comincia la storia della donna come intelletto d’amore e come depositaria di un segreto precluso alla parte restante dell’umanità. Le protagoniste femminili di Shakespeare diventano dunque, in questo libro incantevole, la guida – il pretesto, forse – di un percorso nell’amore, di cui ci rivelano la fenomenologia, le logiche interne che lo sorreggono, le dinamiche, le statiche, le tragedie, le commedie, le tragicommedie… Più di tutto, c’è, in Shakespeare, un vocabolario che restituisce l’universo amoroso con esattezza estrema: «a dimostrazione che l’amore, più che un’azione, è un discorso»
ORE 20.45 / CORTE INTERNA GUARDIA DI FINANZA
CLASSICA
Identità rubate. Impostura e letteratura
Incontro con Giancarlo Alfano, autore di Teoria dell’impostore. Essere un altro nella letteratura della modernità (Salerno Editore)
Conduce Carmelo Colangelo
Negli ultimi decenni si sono moltiplicati i casi della cosiddetta “sindrome dell’impostore”. Brillanti manager e donne in carriera all’improvviso avvertono come una nota falsa: il loro successo non sarebbe un merito personale; aver saputo emergere nell’ambiente professionale sarebbe invece il frutto della casualità, o peggio, l’effetto di un inganno. Questa insolita condizione psicologica si collega alle dinamiche nevrotizzanti della competizione, al sistema sempre più astratto cui il capitale sottopone la realtà sociale. Ma si spiega anche come fenomeno culturale, collegato alla progressiva messa in discussione del concetto di “persona” e delle credenze connesse all’idea di “individualità”, cioè di separatezza e distinzione di un singolo rispetto agli altri.
Teoria dell’impostore racconta la genealogia di un simile fenomeno, indagando il modo in cui la sostituzione di persona si è sviluppata nel mondo occidentale fino ai nostri giorni a partire dal Tardo Medioevo, quando – a differenza di quanto accadeva nel Mondo Antico – impostore non fu più soltanto chi si spacciava per una personalità importante (il figlio dell’Imperatore, un Cardinale o il Papa…), ma chi assumeva l’identità di un altro uomo qualunque.
Mostrando la dialettica che esiste tra convenzioni sociali, stili di espressione e meccanismi della credenza, il libro ripercorre le vicende di alcuni dei principali problemi legati all’impostura come li ha raccontati la letteratura dal Trecento ai primi anni del nostro secolo. Ne emerge una contro-storia della soggettività occidentale, cui hanno collaborato, tra gli altri, Boccaccio e Shakespeare, Molière e Rousseau, Melville, Mann, Carrère e Javier Cercas
ORE 21.00 / CHIESA DELL’ADDOLORATA
DALLE IMMAGINI ALLE PAROLE
Linda Barone e Ivars Huxly presentano il progetto Visual to Verbal – Translating Paintings into Stories, in collaborazione col Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Salerno.
Questa è la storia di un viaggio avvincente e avventuroso che Ivars Huxly, editor videomaker e scrittore, ha intrapreso insieme alla classe del corso di Lingua inglese II del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Salerno, tenuto da Linda Barone. Gli studenti hanno partecipato ad una sperimentazione che coniuga multimodalità, scrittura creativa e traduzione intersemiotica e che li ha portati a scrivere racconti in lingua inglese ispirandosi a un dipinto a loro scelta. La sperimentazione di scrittura creativa va avanti con successo dal 2018, e già in quell’anno i racconti, allora di genere fantasy, scritti dagli studenti, furono premiati al Festival da una giuria della quale faceva parte Francesco Durante. Quest’anno però un nuovo elemento è stato inserito nel percorso, quello della traduzione intersemiotica, dall’immagine alla parola, dal dipinto alla storia.
Durante la serata si prevede, oltre alla presentazione della sperimentazione didattica, la lettura dei tre racconti migliori, tradotti in italiano dagli studenti di alcune classi del Liceo De Filippis – Galdi di Cava dei Tirreni durante un Percorso per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) sulla traduzione letteraria e questo elemento contribuisce a cementare il già solido rapporto tra il Festival Salerno Letteratura, la scuola e l’università del nostro territorio
ORE 21.15 / CORTE INTERNA CONVITTO NAZIONALE
PLANISFERI
LUC LANG. COS’È LA VIOLENZA, COS’È LA PUREZZA
Incontro con Luc Lang, autore di La tentazione (Clichy)
Conduce Maria Laura Vanorio
A Salerno Letteratura 2021 l’autore vincitore del Prix Médicis 2019. La tentazione è la storia di un mondo che precipita, un vecchio mondo dove tutto improvvisamente si sgretola e si incendia, e di un nuovo mondo che sorge, dove tutto ciò che si credeva non conta più, dove ogni riferimento salta e dove la realtà ci appare improvvisamente opposta a ogni nostro pensiero. François, chirurgo cinquantenne, celebre, rinomato e all’apice della carriera, ama la caccia. Gli piace la ricerca della preda, gli piace avere il potere di uccidere. È un uomo che ha costruito intorno a sé regole, abitudini e sentimenti che gli corrispondono e ne hanno fatto un vincente. Un giorno, a caccia, si trova di fronte un cervo maestoso, e, colpito da quella seducente magnificenza, ha un momento di esitazione. Spara, ma non lo uccide
ORE 21.15 / DUOMO
L’ITALIA NARRATA
MALINCONICA E INCREDIBILE SALERNO
DE SILVA & SIBILIA, DUE SALERNITANI TRA LETTERATURA E CINEMA
Incontro con Diego De Silva e Sydney Sibilia
Conduce Matteo Cavezzali
Un regista e uno scrittore, due nomi conosciuti internazionalmente e partiti da Salerno. Da una parte Sydney Sibilia, autore di film come Smetto quando voglio e L’incredibile storia dell’Isola delle Rose (con Elio Germano e Matilda De Angelis), dall’altra Diego De Silva, scrittore e sceneggiatore che ha scalato le classifiche con il suo avvocato Malinconico, che diventerà a breve una serie televisiva, e che ha esordito con pagine intense come quelle di Certi bambini
ORE 21.30 / MUSEO DIOCESANO
CLASSICA
PROUST PRIDE
PERCHÉ NON POSSIAMO NON DIRCI PROUSTIANI
Intervengono Ilaria Gaspari, Gennaro Carillo e Paolo Di Paolo
Nel 2022 saranno trascorsi cent’anni dalla morte di Marcel Proust. A lui, e a pochi altri scrittori, dobbiamo un’idea di letteratura come atto di conoscenza della realtà. Ci sono molti modi per accedere al mondo. Uno dei quali è trasfigurarlo poeticamente, vederlo attraverso le lenti di sensazioni, impressioni, emozioni, promosse al rango di forme di intelligenza. Questo sguardo dall’interno – che nella Recherche si rinnova pressoché ovunque – è molto più vero di ogni visione oggettiva, ‘scientifica’. A questa verità conducono esperienze come il dolore o il desiderio. Desiderio al quale Proust riconosce una funzione plasmatrice, capace di trasformare la realtà dell’oggetto desiderato: la cui bellezza è tutta negli occhi di chi lo guarda e, guardandolo, lo modifica, lo conforma a un’immagine interiore, a un ‘modello’, ripetendo il gesto che, nel mito classico, si attribuiva a Pigmalione. È per questo che una ex cocotte, neppure tanto avvenente, come Odette può diventare una dea vergine, agli occhi del Narratore, nuda nella sua toilette color malva; o Albertine, la fanciulla in fiore e paffuta, l’oggetto di una gelosia divorante, di una passione narrativa che si alimenta sia di un’immaginazione ipertrofica, sia di una volontà di sapere tanto più intensa, quanto più dolorosa
Di questo, e di altri temi dell’universo Proust, parleremo con la filosofa Ilaria Gaspari, che di Marcel è interprete d’eccezione
ORE 21.45 / LARGO BARBUTI
SGUARDI SUL MONDO ATTUALE
LE PAROLE SONO IMPORTANTI
Incontro con Vera Gheno, autrice di Femmminile singolare (Effequ) in dialogo con Fiorella Filippelli Delegata Pari Opportunità Unisa e Alessandra Puglisi. In collaborazione col Comitato Femminile Plurale di Confindustria Salerno
Questo libro mostra in che modo una rideterminazione del femminile si possa pensare a partire dalle sue parole e da un uso consapevole di esse, vero primo passo per una pratica femminista. Tutto con l’ironia che solo una social-linguista può avere.
Sindaca, architetta, avvocata: c’è chi ritiene intollerabile una declinazione al femminile di alcune professioni. E dietro a queste reazioni c’è un mondo di parole, un mondo fatto di storia e di usi che riflette quel che pensiamo, come ci costruiamo. Attraverso le innumerevoli esperienze avute sui social, personali e dell’Accademia della Crusca, l’autrice smonta, pezzo per pezzo, tutte le convinzioni linguistiche della comunità italiana, rintracciandone l’inclinazione irrimediabilmente maschilista. Questo libro mostra in che modo una rideterminazione del femminile si possa pensare a partire dalle sue parole e da un uso consapevole di esse, vero primo passo per una pratica femminista. Tutto con l’ironia che solo una social-linguista può avere. La verità è che i femminili sono comuni nelle professioni in cui le donne erano abituali, e meno comuni laddove le donne, fino a tempi recenti, erano una rarità. Ha senso quindi mantenere distinzioni tra mestieri al femminile e mestieri al maschile? E se fosse proprio questa una forma di discriminazione? «Se faccio un mestiere figo, allora mi definisco al maschile. Ma operaie, sarte, maestre, stagiste tranquillamente»
ORE 22.00 / TEATRO CONVITTO NAZIONALE
SGUARDI SUL MONDO ATTUALE
I SEGRETI DEL POTERE: A CHE SERVE IL GIORNALISMO INVESTIGATIVO
Lezione / spettacolo
di Emiliano Fittipaldi, vicedirettore del quotidiano Domani
I teorici del realismo politico, da Machiavelli a Spinoza, ci hanno insegnato che il potere si alimenta del segreto. Quanto meno sappiamo del potere, tanto più esso è dotato di efficacia, suscitando nei sudditi una ‘superstizione’, un misto di paura e desiderio, che deriva dal segreto e si traduce in obbedienza. Sciascia non poteva esprimerla meglio, questa superstizione, quando diceva che «il potere è sempre altrove». Di qui, la paura, per il potere di ogni epoca, che gli arcana imperii vengano rivelati. A Fittipaldi si devono inchieste fondamentali su una costellazione ampia di poteri, sia laici sia religiosi. Ce le racconterà nella sua lectio, indiscreta e civile, come nella miglior tradizione del giornalismo investigativo
ORE 22.30 / CORTE INTERNA CONVITTO NAZIONALE
PLANISFERI
COSA (NON) SAPPIAMO DEL MESSICO – LIVE STREAMING
Incontro con Guillermo Arriaga, autore di Salvare il fuoco (Bompiani) Conduce Paolo Di Paolo
La vita borghese di una coreografa messicana, Marina, prende una svolta inattesa quando un amico la coinvolge in un progetto per avvicinare all’arte i detenuti di un carcere di massima sicurezza. È lì che incontra José Cuauhtémoc, colpevole di omicidio. Un romanzo dal ritmo teso che mostra paradossi di un paese e le contraddizioni più feroci dell’amore
ORE 22.30 / MUSEO DIOCESANO
L’ITALIA NARRATA
RITRATTI DI SICILIA IN NERO
Incontro con Gaetano Savatteri, autore di Il lusso della giovinezza, (Sellerio) e Marilina Giaquinta autrice di Non rompere niente, (Euno edizioni)
Conduce Piero Sorrentino
Due siciliani a confronto. Savatteri, racalmutese; Giaquinta, catanese. Il primo affronta, con l’ironia che ne identifica il tratto, un tema classico per chiunque abbia scritto di Sicilia: il rapporto fra permanenza – quella che Sciascia chiamava ‘ontologia’ – e innovazione, tra la tenacia dei luoghi comuni e un’altra Sicilia, non immaginaria o forse solo diversamente trasfigurata, con soprassalti di problematica modernità (la giovinezza del titolo). Anche l’ambientazione della vicenda sulle Madonie, remote dal mare di Màkari, contribuisce a un’«immagine più ampia» della Sicilia e delle sua ambivalenze.
Il romanzo d’esordio di Marilina Giaquinta è ambientato su un isolotto. Ci sono un commissario “forestiero” e un’appuntata che vive nell’isola da quando è nata. Lei è vitale, “parrittera”, sanguigna e “mussuta” come un tarocco, carnale e vulcanica, lui vuole solo raggiungere in pace la pensione e buttarsi alle spalle un passato pieno di segreti. Una notte arriva sulla linea 113 una segnalazione di urla provenienti da una villa, che sembra deserta. Nel frattempo, all’ospedale giunge un ferito, di cui si sconosce l’identità. I due dovranno scoprire il mistero che incombe sulla villa e sulla famiglia che ha dominato l’isola.